Presentato il nuovo Polo Culturale VALE, un sistema che riunisce luoghi, istituzioni e competenze nel cuore del Parco del Valentino, rafforzando le connessioni tra cultura, conoscenza, natura e vita urbana. In questo contesto, la rifunzionalizzazione del Borgo Medievale interpreta l’impegno della Fondazione nel rigenerare luoghi strategici e restituirli alla comunità attraverso nuove funzioni e nuove forme di fruizione.
È stato presentato ufficialmente quest’oggi, presso la Sala Carpanini di Palazzo di Città, il nuovo Polo Culturale VALE, alla presenza del Sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo, della Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi, del Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati, della Rettrice dell’Università degli Studi di Torino Cristina Prandi, di Maurizia Rebola – Direttrice del programma culturale VALE e del Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Marco Gilli.
Promosso dalla Città di Torino insieme alla Fondazione Compagnia di San Paolo, alla Fondazione CRT, al Politecnico di Torino e all’Università degli Studi di Torino, il Polo Culturale del Valentino, nasce dalla volontà di valorizzare in una logica comune un insieme di luoghi e funzioni che nel Valentino intrecciano cultura, ricerca, natura e vita della città.
A comporre questo sistema sono la trasformazione dell’ex Torino Esposizioni nella nuova Biblioteca Civica Centrale, il nuovo campus del Politecnico, i poli scientifici e museali dell’Università degli Studi di Torino e l’Orto Botanico, insieme al Parco del Valentino, al Teatro Nuovo e al Borgo.
Luoghi e competenze diverse che, attraverso nuove connessioni e collaborazioni, possono rafforzarsi reciprocamente, facendo del Valentino un laboratorio permanente di cittadinanza e cultura.
In questo sistema, il Borgo assume un ruolo di particolare rilievo. La sua posizione e la sua storia ne fanno infatti un punto di incontro naturale tra patrimonio culturale e paesaggistico, tra la città, il Parco e il Po. La rifunzionalizzazione del Borgo nasce dalla volontà di accompagnare il complesso verso una nuova fase, nella quale la conservazione del patrimonio possa andare di pari passo con la possibilità di renderlo nuovamente vivo e accessibile, rafforzandone il rapporto con la città e con le comunità che la abitano.
È proprio nell’accompagnare questa trasformazione che si colloca il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo, che contribuisce al percorso di rigenerazione del Borgo, mettendo a disposizione competenze, capacità di coordinamento e strumenti progettuali.
Un impegno che si inserisce naturalmente nella direttrice dei Progetti di Sviluppo, presentata dal Documento Programmatico Pluriennale 2025–2028 nell’ambito della Velocità 2, attraverso cui la Fondazione concentra la propria azione su interventi capaci di incidere nel lungo periodo sulla trasformazione dei territori.
Nel caso del Borgo , questa impostazione significa guardare al patrimonio non come a un bene da riqualificare soltanto sotto il profilo architettonico, ma come a una risorsa da riattivare attraverso nuove funzioni e nuove relazioni. Attorno al patrimonio storico troveranno spazio attività ed esperienze rivolte a bambini, famiglie e visitatori, insieme a proposte per le scuole e a nuove occasioni di incontro e collaborazione.
L’esperienza maturata dalla Fondazione attraverso Xkè? Il Laboratorio della curiosità e altri progetti dedicati all’educazione e alla cultura consentirà di portare nel Borgo competenze e modalità di lavoro già sperimentate, adattandole alle caratteristiche del luogo. Il complesso potrà così diventare uno spazio ibrido, nel quale esperienze educative e culturali convivono con nuove forme di produzione, creatività e partecipazione, mettendo in relazione pubblici diversi.
Il progetto verrà sviluppato grazie ad un accordo di Partenariato Speciale Pubblico-Privato con la Città di Torino. La Fondazione accompagnerà la realizzazione e la successiva gestione del Borgo attraverso un nuovo ente strumentale, mettendo a disposizione il patrimonio di competenze sviluppato negli anni nell’ambito dell’educazione, della cultura e dell’attivazione di spazi ibridi e aperti alla comunità.
In questo percorso, la collaborazione con la Soprintendenza rappresenta un tassello fondamentale per accompagnare la rifunzionalizzazione e la valorizzazione del complesso, anche nella prospettiva di rafforzarne l’accessibilità.
Il Borgo si prepara così a essere non soltanto un luogo da conservare, ma un patrimonio da riattivare e restituire alla città attraverso nuove funzioni e nuove relazioni.
Un luogo identitario per Torino che, proprio attraverso la sua capacità di cambiare funzione senza perdere la propria identità, può tornare a essere parte viva della città e una nuova porta di accesso al Valentino.
Per ulteriori approfondimenti su VALE, il nuovo polo culturale del Valentino si invita a visitare il sito www.valetorino.it