All’interno della sezione Biblioteca Valutazione – Philanthropy Lab, la Fondazione pubblica uno studio che approfondisce i fattori determinanti per il rafforzamento delle professioni della cultura, offrendo una base conoscitiva utile a orientare le future politiche di sviluppo del settore.
La Fondazione riconosce nell’arte e nella cultura motori fondamentali di benessere e coesione sociale. In questa prospettiva, l’investimento nelle competenze professionali rappresenta non solo una priorità settoriale, ma una leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori.
In coerenza con il Documento di Programmazione Pluriennale 2025–2028, la Fondazione consolida il proprio ruolo di learning foundation, ponendo il dato e la ricerca al centro dei processi decisionali per valutare l’impatto delle policy e orientare scelte informate.
In questo quadro si inserisce la ricerca sviluppata in collaborazione con il Cles (Centro di Ricerche e Studi sui Problemi del Lavoro, dell’Economia e dello Sviluppo), nata con l’obiettivo di analizzare le dinamiche del mercato del lavoro culturale e di indicare i fattori suscettibili di favorire la valorizzazione e l’affermazione professionale e la qualità del lavoro culturale, con particolare attenzione al contesto del Nord-Ovest.
Nonostante la crescita del settore negli ultimi anni, lo studio evidenzia alcune fragilità strutturali che caratterizzano il contesto italiano, tra cui elevati livelli di precarietà, una partecipazione ancora limitata di giovani e donne e un marcato disallineamento tra domanda e offerta di competenze specializzate.
La pubblicazione si articola in due sezioni principali. Una prima parte di analisi macroeconomica e teorica, che offre una lettura sistemica del settore e dei fattori che favoriscono la valorizzazione del lavoro culturale. Una seconda parte basata su un’indagine sul campo, che restituisce i risultati del sostegno della Fondazione tra il 2021 e il 2024 a progetti di formazione rivolti a operatori culturali, artisti e creativi, raccogliendo il punto di vista di enti formatori, professionisti formati, imprese ed esperti, arricchita da casi di studio significativi.
Dalle evidenze raccolte emergono con chiarezza le principali “condizioni abilitanti” per lo sviluppo di carriere culturali solide: percorsi formativi più integrati e orientati alla pratica, sistemi di tutela adeguati, modelli di welfare inclusivi e la costruzione di reti professionali e spazi di apprendimento on-the-job.
A partire da queste evidenze, la Missione Sviluppare Competenze dell’Obiettivo Cultura ha definito le direttrici di intervento per il triennio 2026–2028, articolate in tre priorità:
- rafforzare le condizioni abilitanti attraverso modelli organizzativi e reti territoriali;
- ridurre il mismatch e la fragilità del mercato sostenendo l’occupabilità e l’aggiornamento continuo;
- aumentare la stabilità e la qualità del lavoro culturale, contribuendo a restituire pieno riconoscimento professionale agli operatori del settore.
Queste priorità verranno affrontate mediante un set integrato di strumenti di intervento, consultabile nella sezione “contributi” del sito.
La ricerca realizzata con il Cles rappresenta così un tassello strategico per la costruzione di un ecosistema culturale più dinamico, attrattivo e capace di generare valore diffuso, a beneficio non solo dei professionisti, ma dell’intera comunità.
La pubblicazione “Condizioni abilitanti per le carriere culturali” è disponibile nella sezione Biblioteca Valutazione – Philanthropy Lab del sito della Fondazione, consultabile al presente link.