Con un obiettivo di raccolta iniziale di 5 miliardi di euro, lo Scaleup Europe Fund si candida a diventare il principale strumento europeo per sostenere la crescita delle imprese tecnologiche ad alto potenziale.
Con la presentazione ufficiale avvenuta il 3 giugno a Bruxelles in occasione dell’EIC Summit, lo Scaleup Europe Fund entra nella sua fase operativa. L’iniziativa – che vede la Fondazione Compagnia di San Paolo tra i potenziali futuri investitori fondatori italiani, insieme a Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo – rappresenta il più grande veicolo di investimento mai mobilitato nel continente per sostenere le imprese ad alto potenziale tecnologico nella loro fase di crescita.
Il fondo nasce con un obiettivo iniziale di raccolta di 5 miliardi di euro. La gestione è affidata a EQT, operatore selezionato per la sua capacità di agire su scala globale con radici europee. L’attività di investimento si concentrerà su ticket superiori ai 100 milioni di euro, destinati a società attive in settori definiti strategici per l’autonomia del continente: dall’intelligenza artificiale e le tecnologie quantistiche alle biotecnologie; dalle tecnologie per l’energia e spaziali fino a comparti critici come le tecnologie dei semiconduttori, la robotica e i sistemi autonomi, le tecnologie mediche e le tecnologie dual-use.
L’obiettivo primario è permettere alle imprese ad alto potenziale innovativo di trattenere in Europa talenti, sedi e competenze, puntando su settori vitali per l’autonomia strategica.
L’impegno della Fondazione Compagnia di San Paolo in questo ambizioso progetto continentale si colloca all’interno di una visione di filantropia strategica volta a rafforzare l’ecosistema dell’innovazione. L’obiettivo è allineare l’azione dell’ente alle grandi direttrici europee, superando la frammentazione dei capitali e favorendo la creazione di reti internazionali capaci di generare valore sia economico sia sociale.
La partecipazione al fondo è coerente con gli obiettivi del Documento di Programmazione Pluriennale, che vede nel sostegno alla transizione tecnologica una leva fondamentale per lo sviluppo dei territori.
L’operazione punta a generare un impatto strutturale sulla competitività europea attraverso tre direttrici principali:
- chiusura del gap finanziario: fornire alle imprese europee il capitale necessario per scalare i mercati globali rimanendo in Europa, evitando che debbano cercare capitali e trasferire proprietà oltreoceano.
- Trattenimento di talenti e competenze: assicurare che la ricerca scientifica prodotta nel continente si trasformi in valore industriale, occupazione qualificata e leadership tecnologica permanente sul territorio.
- Autonomia strategica: ridurre la dipendenza tecnologica da mercati esteri, garantendo all’Europa il controllo sulle innovazioni di frontiera che definiranno i prossimi decenni.
Nelle prossime settimane verranno finalizzati gli accordi legali e la governance del fondo. Il cronoprogramma prevede l’avvio delle attività di investimento entro l’autunno 2026, momento in cui le prime scaleup europee potranno accedere alle risorse per la loro espansione internazionale.