L’indagine svolta dal Forum Disuguaglianze e Diversità, con il sostegno della Fondazione, restituisce lo sguardo dei giovani tra i 17 e i 19 anni sul futuro. Ne emerge una generazione sensibile alla giustizia sociale e ambientale, ma distante dai processi decisionali. Il rapporto esplora le cause di questo distacco e le leve per un nuovo protagonismo giovanile.
È stata pubblicata lo scorso 11 maggio l’indagine “Preoccupazioni, consapevolezze e impegno delle nuove generazioni. Uno squarcio sulla fascia 17-19 anni in Italia”, realizzata dal Forum Disuguaglianze e Diversità – in partenariato con Arci e Assifero e in collaborazione con Legacoop e Acli.
La ricerca, è stata condotta con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del progetto triennale “A prova di futuro! Giovani e protagonismo” e rappresenta l’esito di un percorso di ricerca-azione triennale che, tra il 2023 e il 2026, ha coinvolto circa 3.000 studenti e studentesse di 21 istituti scolastici su tutto il territorio nazionale, offrendo uno sguardo diretto e articolato sulle visioni del mondo di chi si affaccia all’età adulta.
Le evidenze restituiscono l’immagine di una generazione tutt’altro che apatica: emerge infatti una forte consapevolezza rispetto alle ingiustizie sistemiche e alle grandi trasformazioni in atto. I giovani individuano nei modelli produttivi estrattivi una delle principali cause della crisi climatica e riconoscono nella “classe sociale” una delle matrici più rilevanti delle disuguaglianze contemporanee, segnalando una lettura critica e strutturata della realtà.
A questa consapevolezza si accompagna però una marcata distanza dai processi decisionali: l’81,5% dei partecipanti ritiene che la propria voce non abbia un reale peso in Italia, delineando una percezione di scarso riconoscimento istituzionale più accentuata rispetto ai coetanei europei.
L’indagine evidenzia inoltre una trasformazione nelle forme di partecipazione. Si registra una diffusa diffidenza verso le organizzazioni collettive tradizionali — partiti, movimenti e associazioni — spesso percepite come distanti o poco efficaci nel rappresentare le istanze giovanili. Parallelamente, cresce la centralità di forme di impegno individuale e quotidiano, come il voto consapevole, il consumo critico e l’uso responsabile delle risorse, considerate leve concrete di cambiamento.
Un elemento significativo di apertura emerge nella risposta a proposte di policy. L’ipotesi di un’eredità universale al compimento dei 18 anni raccoglie il favore del 74,6% del campione, attivando tra gli studenti confronti informati e argomentati.
Per la Fondazione Compagnia di San Paolo, il sostegno a questa iniziativa si inserisce nell’ambito della Missione Favorire partecipazione attiva dell’Obiettivo Cultura e contribuisce a rafforzare una base conoscitiva solida su quello che è il percepito delle nuove generazioni.
L’obiettivo è trasformare queste evidenze in strumenti utili a superare rappresentazioni semplificate e a orientare politiche e pratiche capaci di riconoscere e valorizzare il potenziale di partecipazione dei giovani nei processi decisionali e nella vita civile del Paese.
Per approfondire dati, analisi e metodologie della ricerca, è possibile consultare il comunicato stampa disponibile di seguito e scaricare l’indagine integrale disponibile sul sito forumdisuguaglianze.org.