La giornata di studio al Circolo dei lettori segna l’avvio della roadmap condivisa tra istituzioni, enti sanitari e terzo settore per costruire reti di cura capaci di sostenere fragilità, malattia e lutto, rafforzando coesione sociale e partecipazione della comunità.

Torino consolida il proprio impegno nel campo del benessere sociale e della salute pubblica avviando un percorso che mira a trasformare il tessuto urbano in una comunità più resiliente, inclusiva e attenta alle fragilità.

Con il riconoscimento di “Compassionate City” ottenuto nel 2025 dal Public Health Palliative Care International (PHPCI), la città ha intrapreso un processo di sviluppo di un modello innovativo di partecipazione e responsabilità condivisa nei momenti di maggiore vulnerabilità delle persone.

La giornata di studio tenutasi il 16 aprile presso il Circolo dei lettori, dal titolo “Costruire una Compassionate City. La roadmap del progetto a Torino”, rappresenta una tappa significativa di questo percorso. L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione FARO e dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul CancroCandiolo, insieme alla Città di Torino, e con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e del Circolo dei lettori.

Il valore strategico dell’incontro è stato confermato da un’ampia partecipazione istituzionale, che ha visto confrontarsi i principali attori del sistema salute e sociale del territorio.

Ad aprire l’incontro, i saluti delle istituzioni e dei promotori dell’azione tra cui Luigi Stella, Direttore generale Fondazione FARO, Gianmarco Sala, Direttore generale Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e Stefano Lo Russo, Sindaco Città di Torino

Per la Fondazione Compagnia di San Paolo, ha presenziato Carlo Picco, componente del Comitato di Gestione dell’Ente filantropico Torinese che ha dichiarato: Con il percorso delle Compassionate Cities, la Fondazione Compagnia di San Paolo assume un ruolo di facilitatore nel rafforzare le alleanze tra terzo settore, istituzioni e società civile. L’obiettivo è mettere a sistema le risorse, le opportunità e i supporti già presenti nel tessuto cittadino, creando connessioni stabili e inclusive capaci di rispondere in modo più efficace ai bisogni delle persone in difficoltà. Solo attraverso una rete cittadina coesa e corresponsabile è possibile costruire contesti di cura, prossimità e solidarietà che accompagnino le persone in ogni fase della vita”

L’obiettivo del progetto è quello di andare oltre la dimensione esclusivamente sanitaria dell’assistenza, per costruire una rete territoriale capace di accompagnare le persone che affrontano la malattia grave, il fine vita e il lutto. In questa prospettiva, la salute viene intesa come un processo collettivo che coinvolge istituzioni, cittadini e comunità locali nella costruzione di risposte condivise e continuative ai bisogni di cura.

La giornata di confronto ha rappresentato non solo un momento di riflessione, ma l’avvio operativo della roadmap del progetto, attraverso il dialogo tra esperti nazionali e internazionali di cure palliative, amministratori pubblici, operatori del sociale e rappresentanti del territorio. Il lavoro condiviso ha permesso di avviare una riflessione strutturata sulle azioni necessarie per rafforzare le reti di prossimità e rendere più capillari i sistemi di supporto.

L’impatto atteso del percorso è la costruzione di un ecosistema di solidarietà stabile e diffuso, in grado di valorizzare il ruolo delle comunità locali e garantire accompagnamento, dignità e supporto alle persone nei momenti di fragilità. In questo quadro, Torino si conferma come laboratorio di innovazione sociale, dove la cura diventa una dimensione collettiva e organizzata della vita urbana.

La collaborazione tra enti promotori, istituzioni e terzo settore rafforza la visione di una città in cui la capacità di prendersi cura non è solo una risposta emergenziale, ma una componente strutturale del benessere collettivo e della coesione sociale.

Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il comunicato stampa disponibile di seguito.

Questa iniziativa contribuisce al raggiungimento dei seguenti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

SDG 3  Salute e benessere
SDG 10  Ridurre le disuguaglianze
SDG 16  Pace, giustizia e istituzioni solide