Presentato il nuovo spettacolo nato nell’ambito del progetto nazionale “Per Aspera ad Astra”. L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, promuove il teatro in carcere come strumento di crescita personale, formazione professionale e inclusione sociale, rafforzando il dialogo tra istituzioni penitenziarie e territorio.

Si è tenuta nella mattinata di lunedì 11 maggio, presso il Foyer del Teatro Ivo Chiesa di Genova, la conferenza stampa di presentazione dello spettacolo “La Voce di Antigone”, esito artistico del progetto nazionale “Per Aspera ad Astra. Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza” giunto quest’anno alla sua ottava edizione.

La rappresentazione vede protagonisti attori detenuti della Casa Circondariale di Genova Marassi e rappresenta una nuova tappa di un percorso che concepisce il teatro come strumento di trasformazione personale, inclusione e costruzione di nuove prospettive di futuro.

All’incontro hanno partecipato Tullia Ardito, Direttrice della Casa Circondariale di Genova Marassi, Stefano Balleari, Presidente del Consiglio Regionale della Liguria, Donatella Alfonso, Consigliera comunale, Giorgio Righetti, Direttore Generale di ACRI, e Nicoletta Viziano, membro del Comitato di Gestione della Fondazione Compagnia di San Paolo, che nel corso del suo intervento ha sottolineato il valore di percorsi capaci di coniugare espressione artistica, dignità della persona e professionalizzazione.

Lo spettacolo debutterà mercoledì 13 maggio al Teatro Ivo Chiesa, con repliche dedicate anche alle scuole, per poi proseguire dal 19 al 23 maggio presso il Teatro dell’Arca “Sandro Baldacci”.

L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto “Per Aspera ad Astra – Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, una rete nazionale nata nel 2018 che oggi coinvolge 17 istituti penitenziari italiani, di cui 3 Istituti Penali Minorili, e oltre 1.000 persone detenute.

Promosso da ACRI e sostenuto da 12 Fondazioni di origine bancaria, il progetto promuove il teatro non soltanto come esperienza culturale, ma come occasione concreta di apprendimento, responsabilizzazione e acquisizione di competenze professionali attraverso percorsi di formazione sui mestieri del teatro.

Alla base dell’iniziativa vi è l’esperienza ultratrentennale della Compagnia della Fortezza, che nel tempo ha sviluppato un patrimonio riconosciuto di pratiche artistiche e formative in ambito penitenziario. Attorno a questa esperienza si è progressivamente consolidata una rete composta da fondazioni, compagnie teatrali, direzioni carcerarie, operatori e persone detenute, che condividono metodologie e obiettivi comuni, contribuendo a costruire un modello di intervento stabile e replicabile.

La forza del progetto risiede proprio nella capacità di creare connessioni tra il carcere e la comunità esterna, utilizzando l’arte e la cultura come strumenti di rigenerazione individuale e collettiva. In questa prospettiva, il teatro diventa uno spazio capace di riconfigurare il significato stesso della detenzione, favorendo la possibilità di relazione sia del detenuto con sé stesso, attraverso la riflessione propria dello strumento teatrale, sia con la comunità esterna, contribuendo a contrastare stigma ed esclusione. La pratica teatrale permette infatti di lavorare sulla consapevolezza di sé, sulla gestione delle emozioni, sulla collaborazione e sul riconoscimento reciproco, attivando processi di crescita che incidono tanto sulle persone quanto sul rapporto tra carcere e società.

A conferma del valore di questo percorso, nel 2021 ACRI ha, inoltre ,sottoscritto con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria un Protocollo d’intesa finalizzato a sostenere e rafforzare le progettualità attive negli istituti penitenziari italiani.

Il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo al progetto “Per Aspera ad Astra” si inserisce in una visione strategica che riconosce nella cultura una leva fondamentale per promuovere inclusione, benessere e coesione sociale. Per l’Ente filantropico torinesesostenere progetti di teatro in carcere significa contribuire a trasformare i luoghi della reclusione in spazi di possibilità, nei quali la persona possa riattivare competenze, relazioni e prospettive future di reinserimento sociolavorativo.

Questa visione si fonda sulla convinzione che i percorsi culturali possano generare impatti profondi e duraturi non solo sul piano individuale, ma anche su quello collettivo, rafforzando il legame tra istituzioni penitenziarie e territorio.

Attraverso collaborazioni consolidate con realtà come Teatro Necessario, la Fondazione sostiene modelli di intervento capaci di unire produzione culturale, formazione e inclusione, contribuendo a costruire nuove opportunità di reinserimento sociale e lavorativo.

L’esperienza si integra inoltre con il progetto “Maestranze”, dedicato all’inclusione lavorativa all’interno della Casa Circondariale di Genova Marassi, confermando l’impegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nel promuovere percorsi che, attraverso la sinergia di molteplici attori istituzionali,  restituiscano dignità,  accrescano competenze e forniscano possibilità concrete di stabili reinserimenti nella comunità.

Per ulteriori approfondimenti rispetto al nuovo spettacolo “La Voce di Antigone” si invita a consultare il sito perasperaadastra.acri.it.

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