Nello specifico, l’azione pone un’attenzione particolare ai territori non capoluogo con oltre 10.000 abitanti, valorizzando il ruolo delle comunità locali nella costruzione di sistemi alimentari più equi, sostenibili e resilienti.
Con la pubblicazione degli esiti della prima fase di selezione, sono diciassette gli enti ammessi alla fase 2, dedicata alla formazione e alla progettazione esecutiva degli interventi. Un passaggio chiave per trasformare le idee progettuali in strategie operative, capaci di generare un impatto concreto e duraturo.
Per questa fase, la Fondazione ha deliberato un supporto complessivo pari a 85.000 euro. Ciascun ente selezionato riceve un contributo iniziale fino ad un massimo di 5.000 euro, finalizzato allo sviluppo di proposte mirate a garantire un accesso al cibo sano, continuativo e dignitoso, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione.
L’obiettivo finale del percorso è di creare le basi, nel biennio 2026–2028, per la costruzione, di politiche locali del cibo integrate, in grado di coniugare tutela ambientale, inclusione sociale e rafforzamento delle reti territoriali, promuovendo modelli di sviluppo sostenibili e partecipati.
Per conoscere nel dettaglio i progetti selezionati e i soggetti coinvolti, è possibile consultare il documento completo con gli esiti della prima fase del bando all’interno della sezione contributi del sito della Fondazione.[/vc_column_text][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row el_class=”sdg-list-wrap”][vc_column][vc_raw_html]JTVCbW9zdHJhU0RHUyU1RA==[/vc_raw_html][vc_raw_html css=””]JTIwJTVCU2V6aW9uZV9Eb2N1bWVudGklNUQ=[/vc_raw_html][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column]
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