[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”” el_class=”text-headline2″]Online gli esiti della seconda fase dell’iniziativa concepita per rispondere in modo strutturato alle sfide abitative che oggi interessano le nuove generazioni. Oltre 4 milioni di euro sono stati deliberati a supporto delle progettualità selezionate.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/4″][vc_column_text] [/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”3/4″ el_class=”page-content”][vc_column_text css=”” el_class=”text”]Il percorso, promosso nell’ambito della Missione Abitare tra casa e territorio, entra ora nella fase operativa, al termine di un intenso lavoro di capacity building e accompagnamento progettuale che ha trasformato le manifestazioni di interesse iniziali in proposte concrete.

Con un impegno complessivo di 4.050.000 euro, la Fondazione conferma il proprio impegno nel sostenere interventi biennali capaci di generare un impatto tangibile e duraturo nei territori del Piemonte e della Liguria.

Le sei proposte selezionate, localizzate a Genova, Cuneo, Settimo Torinese, Ivrea, Bra e Chiavari, individuano risposte per affrontare il disagio abitativo e la carenza di soluzioni a prezzi accessibili in un contesto di precarietà lavorativa

Attraverso la valorizzazione di immobili inutilizzati, la sperimentazione di modelli di coabitazione collaborativa, l’attivazione di servizi per l’abitare, i progetti mirano a diversificare l’offerta esistente per tutta la popolazione giovanile, con un’attenzione specifica a quanti si trovanoin condizioni di fragilità socioeconomica.

L’approccio adottato supera la sola dimensione edilizia e punta alla costruzione di una vera e propria infrastruttura sociale per l’autonomia, in cui l’abitare si integra con servizi qualificati, opportunità lavorative e reti di comunità.

L’obiettivo è facilitare la transizione verso l’indipendenza di una fascia di popolazione che, in Italia, vede ancora oltre il 63% dei giovani tra i 18 e i 34 anni vivere con la famiglia di origine, spesso a causa di ostacoli economici strutturali. Inserendo l’abitare giovanile al centro di una visione di sviluppo territoriale di medio-lungo periodo, la Call promuove una mix sociale che diventa risorsa per l’intero territorio, contribuendo a rendere le città più inclusive, dinamiche e resilienti.

Grazie alla solidità dei partenariati pubblico-privati coinvolti, questi interventi si configurano come veri e propri laboratori di coesione sociale e cittadinanza attiva, capaci di generare più solide prospettive di vita per le giovani generazioni dei territori selezionati.

Per consultare il documento completo con gli esiti si invita a visitare la sezione Contributi del sito.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row el_class=”sdg-list-wrap”][vc_column][vc_raw_html]JTVCbW9zdHJhU0RHUyU1RA==[/vc_raw_html][/vc_column][/vc_row][vc_row el_class=”sdg-list-wrap”][vc_column][vc_raw_html]JTVCU2V6aW9uZV9Eb2N1bWVudGklNUQ=[/vc_raw_html][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column]

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