Il progetto di riqualificazione della GAM di Torino, la più antica Galleria civica di arte moderna e contemporanea in Italia con una collezione di oltre 50.000 opere, tra i più importanti investimenti nazionali in ambito museale e più significativi a livello europeo, è realizzato grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]
Una grande piazza civica, piattaforma culturale e luogo di incontro: la nuova GAM abbraccia un modello di museo contemporaneo e internazionale, pensato per le nuove generazioni, mettendo al centro una visione capace di coniugare innovazione architettonica e tecnologica, sostenibilità, accessibilità e inclusione per una rinnovata fruizione culturale, nel solco della vocazione sperimentale che da sempre la caratterizza e nel rispetto della sua identità storica e architettonica.
In mostra dal 1° luglio i cinque progetti finalisti del Concorso Internazionale, a cui hanno partecipato 49 tra i più autorevoli studi di architettura da tutto il mondo:
con il vincitore sono esposte le altre quattro proposte di Kengo Kuma & Associates Europe, Guillermo Vázquez Consuegra Arquitecto SLP, Mario Cucinella Architects e ACPV Architects – Antonio Citterio Patricia Viel.
Un intervento che nasce dalla volontà di cogliere le sfide contemporanee più attuali legate all’evoluzione dei musei e dei luoghi della cultura e che si configura come uno dei più rilevanti progetti di rigenerazione e innovazione in ambito museale in atto a livello nazionale ed europeo, con un investimento complessivo di 27,5 milioni di euro sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo.
Prima galleria civica d’arte moderna nata in Italia, con una collezione di oltre 50.000 opere, la GAM di Torino avvia così un importante percorso di trasformazione che segna un passaggio strategico per la Città di Torino e per l’intero sistema museale italiano, mettendo al centro una visione capace di coniugare innovazione architettonica e tecnologica, sostenibilità ambientale, accessibilità e inclusione, per rinnovarsi guardando al futuro nel rispetto della propria identità storica e architettonica.
La GAM riafferma in questo modo la propria vocazione sperimentale, cogliendo l’eredità del progetto originario realizzato negli anni Cinquanta dagli architetti Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, riconosciuto all’epoca come una tra le più avanzate esperienze museali del dopoguerra. Oggi quella stessa visione pionieristica viene reinterpretata attraverso un modello di museo contemporaneo pensato come una grande piazza civica, piattaforma culturale e luogo di incontro per le nuove generazioni.
Il progetto di oggi, inserito nel percorso pluriennale delineato dal Piano Strategico della Fondazione Torino Musei, nasce con l’ambizione di rilanciare quella visione per proiettarla nel futuro, con grande attenzione alla definizione del ruolo del museo come spazio culturale, pubblico e partecipato, nella consapevolezza della sua rilevanza sociale e dell’impegno delle istituzioni verso le generazioni dei visitatori di domani.
A sancire questo straordinario momento sono intervenuti al Teatro Regio il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo e Presidente della giuria Marco Gilli, il Presidente della Fondazione Torino Musei Massimo Broccio, con i rappresentati del team vincitore, Winy Maas e Bertrand Shippan per MVRDV, Alberto Lessan e Jacopo Bracco per Balance Architettura ed Elena Bo per EP&S Group – moderati dal Vice Direttore de La Stampa Federico Monga e dal Direttore Editoriale di DOMUS Walter Mariotti – alla presenza delle principali istituzioni cittadine e nazionali e un’ampia platea di partecipanti.
Dal 1° luglio 2026 la GAM presenta inoltre un’esposizione dedicata ai vincitori e ai quattro finalisti del Concorso Internazionale di Progettazione, per condividere con la città e con i visitatori il percorso di trasformazione in essere, scoprendo nel dettaglio il progetto vincitore del gruppo composto dallo studio olandese MVRDV e dagli italiani BALANCE Architettura, EP&S Group, Dott. Michelangelo Di Gioia e Prof. Filippo Busato, con Stratosferica e Giorgina Bertolino, e svelando le proposte finaliste di Kengo Kuma & Associates Europe, Guillermo Vázquez Consuegra Arquitecto SLP, Mario Cucinella Architects e ACPV Architects – Antonio Citterio Patricia Viel, selezionate tra 49 gruppi di progettazione provenienti da tutto il mondo. Un racconto per immagini che mette al centro il ruolo contemporaneo del museo come spazio culturale e urbano in continua evoluzione.
Siamo davvero molto soddisfatti di questo progetto di respiro internazionale, che apre ufficialmente una nuova fase della storia della GAM, per farne un modello culturale e di innovazione – dichiara il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo. Tra gli obiettivi che, come amministrazione, ci siamo posti sin dall’inizio del nostro mandato vi è sicuramente il rilancio di quella che, non dimentichiamo, è stata la prima Galleria d’arte moderna d’Italia e riveste da sempre un ruolo strategico all’interno del sistema culturale della nostra città. Per la GAM è iniziato un percorso di rinnovamento che, anche attraverso il grande piano di riqualificazione architettonica che l’esito del concorso di progettazione sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo permetterà di mettere in campo, la riporterà all’antico splendore, riprendendo quello spirito avanguardistico che caratterizzò la sua nascita arricchito di elementi nuovi e innovativi, per valorizzarne sempre di più il prestigio al livello nazionale ed internazionale. Investire nella cultura ha sempre un valore positivo, per la qualità della vita delle cittadine e dei cittadini e per la promozione della città.
La GAM è uno dei luoghi simbolo della cultura italiana e il suo rilancio rappresenta una grande opportunità per Torino. La Fondazione Compagnia di San Paolo ha scelto di sostenere questo percorso con una visione di lungo periodo, assumendo integralmente l’onere dell’investimento per il restauro e la riqualificazione del museo e mettendo a disposizione, oltre alle risorse economiche necessarie, competenze ed esperienza maturate nella promozione di concorsi internazionali di architettura per grandi istituzioni culturali. Come per il Museo Egizio e per la Cavallerizza Reale, crediamo che la valorizzazione del patrimonio debba misurarsi con le esigenze del presente e con le sfide del futuro: per questa ragione la rigenerazione della GAM rientra tra i Progetti di Sviluppo del Piano Strategico 2025-2028 della Fondazione. Il progetto architettonico selezionato restituisce alla GAM la sua vocazione innovatrice, rafforzandone il ruolo di infrastruttura culturale aperta, accessibile e internazionale. È un investimento sulla qualità della città, sulla sua capacità di attrarre talenti, generare conoscenza e offrire nuove opportunità di partecipazione culturale alle generazioni future – dichiara Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo e Presidente della giuria.
La GAM, la più antica Galleria civica di arte moderna e contemporanea in Italia, mirabilmente ricostruita nel dopoguerra con un progetto, in allora, unico e visionario oggi si ripropone di fare altrettanto con uno sguardo verso il futuro – dichiara il Presidente della Fondazione Torino Musei Massimo Broccio. Il progetto di riqualificazione della GAM rappresenta il più importante investimento a livello nazionale e uno dei più rilevanti a livello internazionale per ambizione e impatto. Con lo straordinario supporto ideativo e finanziario di Fondazione Compagnia di San Paolo e grazie al fondamentale sostegno del Sindaco Lo Russo è stato possibile pianificare un complessivo progetto di rigenerazione della GAM che rappresenta anche un’eccezionale opportunità di riposizionamento del museo a livello internazionale. Innovazione e avanguardia rappresentano il filo conduttore che guida il più complessivo progetto di rigenerazione della GAM, riprendendo e facendo evolvere quello spirito innovativo che ha caratterizzato, raro esempio dell’epoca a livello internazionale, la nascita del Museo e l’ideazione dell’edificio. Il progetto affronta le principali sfide contemporanee legate alla evoluzione dei musei e dei luoghi di cultura: sostenibilità ambientale, risparmio energetico, innovazione architettonica e tecnologica, ma anche e soprattutto l’attuazione di nuovi modelli di fruizione museale orientati al pubblico di domani, nel fondamentale segno dell’inclusione e del ruolo sociale del museo e per la sua funzione di protagonista culturale. Un nuovo spazio civico, una nuova piazza e luogo di aggregazione Sono particolarmente grato a MVRDV con Balance Architettura e EP&S Group, vincitori del concorso e tra i più qualificati professionisti a livello internazionale, che con il loro progetto architettonico hanno saputo cogliere e valorizzare in modo esemplare lo spirito e la visione del progetto.
Per molti aspetti, il nostro progetto riprende le idee e l’ottimismo che hanno ispirato la realizzazione di questo edificio settant’anni fa – dichiara Winy Maas, socio fondatore di MVRDV. Il nostro obiettivo è ripulire e rendere il più accessibile possibile questo edificio, creando un dialogo tra passato e futuro. Mi piace pensare che se Carlo Bassi e Goffredo Boschetti potessero vedere oggi la nostra proposta sarebbero colpiti da come le nuove tecnologie, i materiali e i valori contemporanei possano spingere le loro intuizioni progettuali ancora oltre rispetto a quanto fosse possibile negli anni Cinquanta.
Il progetto vincitore della nuova GAM
Il gruppo di progettazione composto da MVRDV, BALANCE Architettura, EP&S Group, Dott. Michelangelo Di Gioia e Prof. Filippo Busato, con Stratosferica e Giorgina Bertolino, si è aggiudicato il primo posto del Concorso Internazionale di progettazione per il Piano di riqualificazione, rilancio e valorizzazione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il cui esito è stato annunciato lo scorso 20 dicembre.
La giuria del Concorso ha riconosciuto al progetto la capacità di affrontare la riqualificazione come riscrittura sensibile e critica dell’edificio e della sua relazione con la città.
La proposta vincitrice punta a rilanciare il ruolo e il prestigio della GAM a livello nazionale e internazionale, riprendendo e sviluppando quello spirito avanguardistico che ne caratterizzò la nascita, attraverso una nuova lettura dello spazio urbano. La Galleria viene ripensata come infrastruttura civica aperta, inclusiva e tecnologicamente avanzata, capace di moltiplicare le modalità di fruizione del museo e di intensificare il dialogo tra collezioni, architettura e città.
In questa prospettiva, la GAM non è concepita soltanto come luogo di conservazione ed esposizione, ma come motore relazionale di una nuova piazza civica per Torino: uno spazio aperto e permeabile, capace di favorire l’incontro tra persone, culture e generazioni, rafforzando il legame tra il museo e la vita quotidiana della città.
In questa visione, sostenibilità, efficienza energetica, innovazione architettonica e tecnologica, insieme a nuovi modelli di incontro con l’arte, diventano elementi centrali di una trasformazione che ridefinisce il museo contemporaneo, assumendo inclusione e ruolo civico come principi guida.
Al tempo stesso, il progetto riscopre e valorizza in chiave contemporanea l’essenza dell’impianto originario, uno dei rari edifici museali realizzati ad hoc in Italia, instaurando un equilibrio rinnovato tra autenticità storica e nuova architettura, a partire dagli interventi degli spazi esterni che puntano a ritrovare un dialogo sempre più stretto con la città attraverso la creazione di una grande piazza civica polifunzionale: aperta a visitatori e cittadini in ogni momento del giorno e dell’anno e destinata ad accogliere numerose iniziative all’aperto. Anche i giardini si rinnovano grazie a un incremento delle aree verdi, trasformando le opere d’arte all’aperto in elementi permanenti del paesaggio urbano.
L’ingresso principale conserva la collocazione storica all’angolo tra corso Galileo Ferraris e via Magenta, preservando la memoria dell’impianto originario, mentre un nuovo percorso pedonale – definito Diagonale di luce – attraversa il complesso, creando un collegamento diretto tra il centro cittadino e i quartieri più giovani ed emergenti di Torino.
All’interno, il progetto recupera la spazialità organica dell’impianto progettato nel 1951, attenuata nel tempo da stratificazioni successive, restituendole chiarezza e continuità, in un equilibrio tra funzioni pubbliche e museali. Le nuove soluzioni architettoniche, integrate in modo armonico, valorizzano la luce naturale e rafforzano il dialogo tra interno ed esterno. La riorganizzazione degli ambienti recupera una maggiore fluidità del percorso museale, rendendo gli spazi più aperti, leggibili e adatti alle esigenze contemporanee. In questo processo, la scala monumentale torna ad avere un ruolo centrale, sia come elemento scenografico sia come fulcro del percorso di visita.
Attraverso un approccio congiunto, architettonico e museografico, il patrimonio sommerso della Galleria composto da oltre 50.000 opere, finora custodito nei depositi sotterranei, diventa finalmente accessibile al pubblico. Il piano interrato si trasforma in un nuovo Deposito Vivente – non solo spazio di conservazione ma luogo espositivo attivo – che si sviluppa attraverso un percorso accessibile, percepibile anche dall’esterno grazie all’utilizzo di superfici trasparenti. Un recupero fisico e concettuale delle fondamenta della Galleria che rende tangibile l’idea di un luogo di cultura aperto, partecipativo e democratico, in coerenza con la visione che ne aveva ispirato la costruzione.
Il corpo principale dell’edificio ospita le funzioni espositive e le attività complementari. Al piano terra gli spazi di accoglienza si affiancano all’area didattica, uno spazio polifunzionale che integra in modo dialettico le funzioni di un vero e proprio centro civico, aperto alle attività delle comunità, rafforzando il ruolo pubblico dell’istituzione. Sempre al piano terra, l‘innovativa area di ristorazione, ampia e luminosa e dotata di accesso indipendente, contribuisce a rendere la GAM un luogo vissuto da tutti durante l’intero arco della giornata, ampliando le occasioni di incontro tra arte, cultura e vita urbana. L’auditorium, un volume autonomo preceduto da un foyer aperto e adattabile e dotato di un ingresso indipendente, è pensato come spazio flessibile dedicato alle diverse espressioni performative dell’arte contemporanea e contribuisce ad ampliare le opportunità di partecipazione e produzione culturale offerte dal museo.
Tra il primo e il secondo piano si distribuiscono le collezioni permanenti e le aree per le mostre temporanee, progettati secondo criteri di flessibilità per rispondere alle diverse esigenze curatoriali ed espositive.
Nel dialogo ritrovato tra luce, architettura e contesto urbano, la GAM riafferma quindi la propria identità di museo aperto e polifunzionale, capace di generare nuove relazioni e opportunità per il pubblico e per la città.
In occasione dell’evento è stato annunciato anche un ricco Public Program che accompagnerà la fase di cantierizzazione dell’edificio fino all’estate 2027.
Profili del gruppo di studi vincitori del Concorso Internazionale di Progettazione
MVRDV
Lo studio di architettura MVRDV è stato fondato nel 1993 a Rotterdam da Winy Maas, Jacob van Rijs e Nathalie de Vries. Grazie al successo ottenuto sin dagli esordi con progetti quali la sede dell’emittente pubblica olandese Dutch Public Broadcaster VPRO e il complesso residenziale per anziani WoZoCo ad Amsterdam, MVRDV è diventato uno studio di fama internazionale. Oggi i tre soci fondatori guidano un team dinamico di oltre 300 persone insieme ai partner Frans de Witte, Fokke Moerel, Wenchian Shi e Bertrand Schippan. Con quattro sedi satellite a Shanghai, Parigi, Berlino e New York, MVRDV opera a livello globale progettando soluzioni in grado di affrontare le sfide architettoniche e urbane contemporanee.
MVRDV adotta un metodo progettuale fortemente collaborativo, basato sulla ricerca e il coinvolgimento di esperti di ogni settore, clienti e stakeholder nella propria rigorosa indagine tecnica e creativa. Il risultato è costituito da edifici, piani urbanistici, studi e oggetti di forte impatto, che consentono alle nostre città e ai nostri paesaggi di evolversi verso un futuro migliore. MVRDV lavora con il BIM e dispone di valutatori BREEAM e LEED ufficiali interni. In collaborazione con la Delft University of Technology, MVRDV gestisce The Why Factory, un think tank e istituto di ricerca indipendente focalizzato su un programma per l’architettura e l’urbanistica immaginando la città del futuro.
BALANCE ARCHITETTURA
BALANCE è uno studio internazionale di architettura con sede a Torino fondato da Alberto Lessan e Jacopo Bracco nel 2011. Ha partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia ed è stato vincitore del premio “Giovane Talento dell’Architettura Italiana 2022”, assegnato dal Consiglio Nazionale degli Architetti CNAPPC. Nel 2025 ha ricevuto la Menzione d’Onore di Architetto italiano dell’Anno. Dal 2011 si occupa di architettura, spazi di lavoro, grandi allestimenti e urbanistica. I progetti dello studio sono stati pubblicati sulle principali riviste di settore, tra cui Detail, Architectural Review, Platform, Domus, The Plan, Abitare, World Architecture e molte altre. Lo studio ha presentato i propri lavori in numerosi contesti nazionali e internazionali: Torino, Milano, Venezia, Roma, Parigi, New York, Lubiana, Kyoto, Tirana, Tashkent. Oggi il team è composto da Alberto Lessan, Jacopo Bracco, Giorgio Salza, Giulia Barbero, Alejandra Mora, Eudes Margaria, Claudio Carrieri, Marco Galli, Andrea Lombardi e Camilla Rogai. Lessan e Bracco affiancano l’attività professionale a quella accademica, insegnando progettazione architettonica e design presso il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’IAAD. BALANCE crede che l’architettura sia innanzitutto composizione: l’assemblaggio di elementi e funzioni nelle tre dimensioni, attraverso l’organizzazione plastica di materiali primari.
EP&S Group
Il Consorzio EP&S nasce nel 2013 dall’unione di SI.ME.TE., Prodim ed EL, tre società di ingegneria torinesi ognuna delle quali leader nei rispettivi ambiti di applicazione, al fine di creare un campione dell’ingegneria integrata. Forte dei suoi 150 anni di esperienza nel settore pubblico e privato e di una pragmatica e strategica visione imprenditoriale, EP&S costituisce oggi una delle più solide, strutturate e rinomate realtà ingegneristiche del mercato italiano, soprattutto nota per il suo contributo fattivo a opere complesse fra cui infrastrutture, ospedali, industrie ed edifici di terziario avanzato.
CARTELLA STAMPA disponibile al seguente LINK[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row el_class=”sdg-list-wrap”][vc_column][vc_raw_html]JTVCbW9zdHJhU0RHUyU1RA==[/vc_raw_html][/vc_column][/vc_row][vc_row el_class=”sdg-list-wrap”][vc_column][vc_raw_html]JTVCU2V6aW9uZV9Eb2N1bWVudGklNUQ=[/vc_raw_html][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column]
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