Progetto rivolto a persone sole in condizione di fragilità per la creazione di reti relazionali attraverso l’organizzazione di momenti strutturati di convivialità realizzato con Ufficio Pio e Slow Food Italia e con il supporto di cuochi e di appassionati di cucina.

Missione:
Diventare comunità

Le reti di prossimità, rappresentate da amici, vicini di casa e colleghi di lavoro, costituiscono il capitale sociale al quale l’individuo può attingere per fronteggiare momenti di difficoltà. Un sistema fatto di scambi e di solidarietà al cui interno circolano beni e servizi al di fuori della logica del mercato.

Studi evidenziano come in Italia vi sia però una diseguale distribuzione delle reti di prossimità: il rapporto Istat del 2018 mostra che anche se meno del 10% degli individui appartenenti alla classe dirigente afferma di non avere alcuno su cui poter contare, la quota sale fino al 25 % per persone anziane sole e giovani disoccupati, individui appartenenti a famiglie di operai in pensione, a famiglie  tradizionali della provincia e a quelle a basso reddito di soli stranieri.

I processi di flessibilizzazione del lavoro, di erosione delle prestazioni di welfare, di mutamento della struttura delle famiglie hanno determinato un impoverimento non solo economico, ma anche sociale e relazionale di alcune fasce della popolazione.

Tavole Allegre si colloca in questo scenario, attingendo ad uno strumento antico, quello della convivialità, e costruendo le condizioni perché possa avere anche finalità sociali.

L’iniziativa, avviata nel 2019, intende infatti promuovere la costruzione di reti di prossimità attraverso due formule: i pranzi di vicinato e i pranzi di comunità.

pranzi di vicinato sono momenti conviviali organizzati direttamente nelle case delle persone che vivono in condizione di isolamento e fragilità, già coinvolte nei progetti dell’Ufficio Pio. Intorno al tavolo si riuniscono le persone ospitanti, giovani, migranti, volontari, persone del vicinato che condividono piatti preparati dai ristoratori che hanno accettato l’invito di Slow Food Torino a prendere parte all’iniziativa.

I pranzi di comunità sono, invece,  feste collettive organizzate nelle case del quartiere alle quali partecipano le persone coinvolte in più pranzi di vicinato realizzati in quell’area, sempre con menù curati da Slow Food.

Non si tratta certo della prima volta in cui il cibo viene utilizzato in ambito sociale quale strumento per attivare relazioni o sostenere forme di socialità, ma il progetto presenta alcuni elementi distintivi e di innovatività:

  • la relazione con la dimensione “privata” delle persone: i pranzi vengono realizzati presso le abitazioni di individui che, per ragioni diverse, da tempo non aprono le porte di casa propria ad amici e parenti;
  • l’elemento della ritualità e della festa: i pasti si svolgono con cadenza periodica e coinvolgendo le stesse persone; la  presenza attiva dei ristoratori di Slow Food o di appassionati di cucina della stessa rete rende questi appuntamenti una vera festa;
  • la dimensione paritaria: il cibo avvicina e apre possibilità di relazione tra persone con storie, età e condizioni differenti;
  • l’incrocio delle dimensioni sociali e commerciali con il duplice obiettivo di “alleggerire” il peso che accompagna il lavoro e la relazione con le fragilità attraverso un momento di festa e di “normalità” e di intercettare risorse del mondo profit interessate ad avvicinarsi a fasce più fragili, mettendo a disposizione tempo, competenze e risorse;
  • il supporto all’azione dei volontari che possono giocare un ruolo nuovo nella relazione con i beneficiari, trovandosi a vivere uno spazio di parità;
  • la coerenza di questa iniziativa con alcuni tratti salienti del Piano Strategico Pluriennale della nostra Fondazione, con particolare riferimento alla forte attenzione alle persone e al ruolo dei nostri enti come attivatori di reti.

I risultati e le tante storie nate dal progetto sono stati raccontati alla festa organizzata nel dicembre del 2019 a Cascina Fossata per tutti coloro che si sono impegnati in questa iniziativa, alla presenza di Francesco Profumo, Presidente della nostra Fondazione, Carlo Petrini, Presidente di Slow Food e Nanni Tosco, Presidente dell’Ufficio Pio.

 

Nel 2020 Tavole Allegre si proponeva di proseguire nello sviluppo di reti di prossimità e di capitale sociale anche con un’attenzione alla promozione del parziale recupero di spazi di comunità, alla diversificazione delle reti delle persone, allo sviluppo di micro-processi di comunità.

La serrata dettata dall’emergenza Covid-19 ha tuttavia impedito di dare corso alle attività programmate e, allo stesso tempo, ha richiesto una riformulazione di alcuni obiettivi specifici e di alcune azioni, nonché una riconfigurazione di tempi, modalità e sedi di realizzazione.

La principale innovazione consiste nella costruzione di gruppi di massimo 6/8 persone, che, animati da volontari e operatori dell’Ufficio Pio e di Slow Food, vengono accompagnati nella gestione di uno spazio di relazione online, cadenzato da video ricette prodotte da ristoratori e dalla consegna di piccoli pacchi spesa per la loro realizzazione a casa.

Questo percorso online intende accompagnare i beneficiari ai pranzi in presenza, non appena sarà possibile, costruendo le basi relazionali utili a sviluppare ulteriormente l’interazione e a promuovere la nascita di nuove reti di relazione.

Questo progetto contribuisce al raggiungimento dei seguenti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

SDG 1 Sconfiggere la povertà
SDG 2 Sconfiggere la fame
SDG 5  Parità di genere
SDG 10  Ridurre le disuguaglianze
SDG 11  Città e comunità sostenibili
SDG 12  Consumo e produzione responsabili
SDG 17  Partnership per gli obiettivi