Data di pubblicazione: 29 giugno 2020
Data scadenza: 29 luglio 2020
Obiettivo
Persone.

Scenario

La Fondazione Compagnia di San Paolo è impegnata nel contrasto alle diverse forme di povertà attraverso la promozione di un “secondo welfare” responsabilizzante, orientato a stimolare l’autonoma iniziativa delle comunità sul territorio e a favorire il coinvolgimento e il protagonismo delle persone destinatarie finali delle progettualità.

Dal 2015 al 2018 la Compagnia ha pubblicato diverse edizioni del bando “Fatto per Bene” a sostegno di progetti e sistemi orientati al contrasto alla povertà e al miglioramento della qualità della vita attraverso la diffusione di “beni di prossimità”, ovvero attraverso la distribuzione di sostegni materiali e la promozione di relazioni grazie a reti di solidarietà e mutuo aiuto sviluppate sul territorio. Tali azioni erano volte a sostenere non solo soggetti appartenenti alle categorie a rischio, ma anche persone che, da un precedente stato di benessere o di equilibrio, si erano trovate a fronteggiare condizioni di indigenza.

L’esperienza maturata in questi anni ha fatto emergere elementi di metodo per la lettura dei bisogni e per l’attivazione di risposte che si sono dimostrati utili nella situazione contingente generata dall’emergenza sanitaria COVID-19.

Gli effetti della pandemia e delle misure messe in atto per il suo contenimento hanno avuto un forte impatto sulla vita delle comunità, destabilizzandone gli equilibri sociali ed economici. Gli operatori delle istituzioni pubbliche e del Terzo Settore hanno repentinamente dovuto rivedere il proprio agire per co-costruire le risposte a bisogni già presenti e a quelli nuovi che hanno coinvolto non solo fasce di popolazione più tradizionali, ma anche quelle che si sono trovate ad affrontare per la prima volta difficoltà importanti, anche materiali, a causa dell’emergenza sanitaria in atto.

Il tema della povertà alimentare e dei beni di prima di necessità rappresentavano già di per sé un problema crescente che l’approvazione della Legge Gadda del 2016 contro lo spreco alimentare ha reso più evidente. È riconosciuto infatti che una parte della popolazione si trova in una costante situazione di insicurezza alimentare, pur in presenza di un’abbondanza di offerta: il cosiddetto paradosso della scarsità nell’abbondanza, dove si è di fronte a prodotti alimentari sufficienti a soddisfare il bisogno di ognuno, ma non equamente distribuiti.

In questo contesto il COVID-19 ha fatto emergere ulteriori nodi problematici e anticipato uno scenario probabile di recrudescenza della povertà.

La precarietà lavorativa che si è accentuata a causa della chiusura forzata di molte attività produttive nella c.d. fase 1 ha portato ad un aumento della fragilità soprattutto per chi presentava redditi bassi e discontinui. Equilibri economici familiari già precedentemente fragili si sono spezzati, lasciando le persone prive di accesso ai beni primari.

A queste nuove forme di povertà si è affiancato il peggioramento delle condizioni di vita di persone già in stato di fragilità sociale ed economica, che, accanto a bisogni precedentemente espressi, ne hanno manifestati di nuovi.

Tra i beni di prima necessità il problema alimentare è andato via via acuendosi e si è progressivamente presentato in abbinamento ad altri bisogni fondamentali, ad esempio quello abitativo. L’emergenza sanitaria, inoltre, ha messo in rilievo la necessità di rispondere all’isolamento sociale con azioni specifiche di prossimità, volte a rilevare bisogni e attivare risposte efficaci attraverso la costruzione e il consolidamento di relazioni.

Gli enti pubblici hanno dovuto gestire in tempi brevi situazioni complesse, tra cui quella degli aiuti governativi attraverso i cosiddetti Buoni Spesa da assegnare alle persone più indigenti. Diverse sono state le modalità adottate per l’attribuzione e la distribuzione: laddove c’erano sistemi socio-territoriali solidi, peraltro, si è palesata una maggiore capacità di reagire prontamente all’emergenza. La dimensione sistemica, accompagnata da un coordinamento effettivo di rete di tutti i soggetti e delle risorse fruibili, sembra aver giocato un ruolo vincente nella raccolta dei bisogni emergenti e nell’erogazione di servizi e beni, anche attraverso azioni di prossimità.

D’altro canto il Terzo Settore, in prima linea dall’inizio dell’emergenza, ha manifestato da subito grande flessibilità, capacità di adattamento e resilienza nello svolgere il proprio servizio.

Il volontariato in particolare, attraverso modalità consolidate e nuove forme di attivazione appositamente sviluppate, ha assunto una funzione strategica nel contrasto all’isolamento, nella rilevazione di nuovi bisogni e nel praticare nuove forme di solidarietà, nonché di disponibilità alla condivisione.

Alla luce dell’esperienza maturata e dei primi elementi di analisi della fase 1 dell’emergenza COVID-19 emerge come le progettualità che si strutturano come sistemi territoriali, con la partecipazione degli Enti pubblici, del Terzo Settore e del volontariato formale e informale, rappresentino la migliore risposta alle persone in difficoltà, proprio perché si configurano come presidi sociali e di attivazione della comunità.

Finalità e obiettivi

Il presente Bando intende sostenere iniziative sul territorio di Piemonte e Liguria che forniscano risposte efficaci di contrasto alla povertà tramite la strutturazione o lo sviluppo di sistemi territoriali per il recupero e la redistribuzione di eccedenze e donazioni di beni di prima necessità, non solo alimentari, avvalendosi di reti di prossimità.
Il Bando potrà dare quindi impulso alla realizzazione di azioni concrete che puntino alla costruzione o al consolidamento di sistemi organizzati, non solo in un’ottica di risposta più efficace al momento contingente ma anche di medio-lungo periodo, rafforzando relazioni strutturate e collaborative nei territori.Obiettivo del bando è quello di favorire sistemi, le cui funzioni siano:

  • prevedere la compresenza di organizzazioni di diverso livello e natura, di dimensioni formali e informali per intercettare bisogni e costruire risposte diversificate e flessibili;
  • sperimentare e sviluppare forme di coordinamento partecipato attraverso una struttura organizzativa definita e una dotazione di strumenti condivisi, assicurando anche la connessione con altri servizi territoriali specializzati per orientare, dove possibile, le persone a trovare risposte ad altri loro bisogni;
  • valorizzare il carattere di prossimità dei sistemi territoriali, prevedendo spazi e occasioni di relazione che consentano l’ascolto dei bisogni e la diversificazione delle forme di accesso alle azioni di aiuto;
  • promuovere l’idea della “comunità che si prende cura”, stimolando il protagonismo e la responsabilità di tutte le sue componenti attraverso, ove possibile, una combinazione di dono, recupero, scambio e redistribuzione in risposta a bisogni materiali e relazionali;
  • consentire il recupero e la distribuzione di beni di prima necessità, con particolare riferimento a quelli alimentari, diversificandone e qualificandone l’offerta con impatti sulla salute e sul benessere dei beneficiari;
  • capitalizzare l’accresciuta mobilitazione volontaria attivata durante la fase 1 del COVID-19 come risorsa per aumentare la capacità di risposta a bisogni diversi, valorizzando le competenze, anche nuove, portate dai volontari.

I progetti possono essere presentati in partenariato dai seguenti soggetti:

  • Comuni
  • Unioni di Comuni
  • Enti gestori delle funzioni socio-assistenziali
  • Altri enti pubblici
  • Enti del Terzo Settore

Il bando è finalizzato al sostegno di iniziative interamente volte alla strutturazione o allo sviluppo di sistemi territoriali per il recupero e la ridistribuzione di eccedenze e donazioni di beni di prima necessità, non solo alimentari, a fini di solidarietà sociale sui territori delle regioni Piemonte e Liguria, ad esclusione delle Città di Torino e Genova (già interessate da altre linee di intervento della Compagnia su questi temi). Le azioni devono svolgersi in aree territoriali che includano almeno un comune avente un numero di abitanti superiore a 20.000 e avere una durata compresa tra i 9 e i 12 mesi. 

La disponibilità complessiva per il presente bando è pari a € 700.000,00.

La richiesta di contributo non potrà essere superiore a € 40.000.

Si precisa che non è richiesto il cofinanziamento obbligatorio.

Le richieste di contributo dovranno pervenire all’indirizzo e-mail: missionecomunita@pec.compagnia.torino.it, con oggetto nome dell’ente e nome del bando.

Il termine di presentazione delle proposte è fissato entro le ore 14.00 di mercoledì 29 luglio 2020. 

Le proposte saranno valutare dalla Fondazione Compagnia di San Paolo sulla base dei seguenti criteri:

  • qualità del sistema territoriale (coerenza e rilevanza del sistema territoriale che presenta la proposta progettuale; capacità di attivazione di collaborazioni e condivisione delle risorse; presenza di almeno un ente pubblico nel partenariato; capacità di offrire risposte integrate e azioni di prossimità);
  • valore del progetto (qualità della progettazione, intesa come coerenza esterna – tra progetto e bando – e interna – tra obiettivo generale e piano di attuazione);
  • permanenza dei risultati (capacità di attivazione di un processo che produca un cambiamento strutturale dell’operatività dei componenti della rete);
  • congruità del piano economico (congruità del budget in relazione alle dimensioni e alla tipologia dell’intervento).

L’elenco degli enti destinatari di contributo sarà pubblicato sul sito della Fondazione Compagnia di San Paolo entro il 15 ottobre 2020.

Questo Bando contribuisce al raggiungimento dei seguenti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

SDG 1 Sconfiggere la povertà
SDG 10  Ridurre le disuguaglianze