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Freschi di stampa – San Salvario, il quartiere di Torino che fa storia

29 maggio 2017 - news
Freschi di stampa – San Salvario, il quartiere di Torino che fa storia

“Cultura e sviluppo”, il primo dei Quaderni online che racconta una case history.

Racconta un’esperienza e le buone pratiche di un quartiere torinese, San Salvario, “Cultura e sviluppo”, il primo di una serie di Quaderni dell’Agenzia, uno strumento open source scaricabile online che restituisce uno sguardo d’insieme sui progetti che fanno capo all’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario Onlus. Curato da Giovanna Solimando e Matteo Negrin è dedicato al rapporto fra cultura e nuovi pubblici .

<La progressiva affermazione del Web – spiegano i curatori - come principale luogo di informazione e formazione ha imposto un inevitabile ripensamento delle liturgie tradizionali del consumo culturale e del ruolo dell’audience. Partendo da un particolare luogo di osservazione – il quartiere di San Salvario a Torino – ristretto ma a suo modo paradigmatico, abbiamo prodotto una ricerca che, forte di una case history particolarmente articolata, distilla un plesso di buone pratiche che potrebbe essere utile alla progettazione culturale contemporanea. Cultura e Sviluppo è il primo di una serie di Quaderni online  che nascono da un’esigenza precisa: restituire uno sguardo d’insieme sui progetti che fanno capo all’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario, una Onlus che promuove e coordina il lavoro di circa 25 associazioni attive nel quartiere di San Salvario a Torino sui temi dello spazio pubblico, del welfare di prossimità, delle nuove economie, dell’innovazione sociale e culturale. Abbiamo deciso quindi di istituire una redazione per raccogliere informazioni e dare vita a quelli che abbiamo chiamato Quaderni di Agenzia, testi snelli e ricchi di esempi concreti, utili per raccontare un metodo – il nostro – che desume i propri criteri teorici proprio da casi concreti, moltissima pratica e lavoro sul campo. Cultura e Sviluppo consta di alcune sezioni teoriche che rimandano a 21 schede in cui i singoli progetti vengono analizzati dal punto di vista degli elementi di generatività, dei target di riferimento, del bisogno da cui sono nati, dell’inclusione e dell’allargamento del pubblico che hanno prodotto. Questo lavoro documenta che è possibile allargare la base sociale di consumi culturali e che lavorare sulla domanda richiede sia metodi innovativi sia la capacità di tenere insieme le diverse azioni che costituiscono i nuovi modelli di produzione e fruizione di cultura. Azioni come, ad esempio, stimolare il territorio per capirne le esigenze e le carenze e coinvolgere il pubblico perché abbia un ruolo attivo nelle fasi della progettazione sfidando la sacralità di alcuni luoghi dove da sempre si fa e si fruisce di cultura>.