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Attività culturali

Nel quadriennio 2009-2012 le politiche istituzionali della Compagnia dovranno saper individuare strumenti e risorse capaci di continuare a garantire lo sviluppo culturale del territorio, pur in una fase economicamente e finanziariamente critica. La Compagnia, infatti, conferma l’impegno a favore della cultura, quale risposta ai bisogni intellettuali e spirituali delle persone come pure quale fattore insostituibile di avanzamento della ricerca e della conoscenza.

Parimenti dovranno essere considerati gli effetti positivi, diretti e indiretti, indotti dall'attività culturale sul contesto socio-economico, analizzando con serietà le criticità esistenti e quelle che potranno emergere, come pure le opportunità sul tappeto. Ciò vale in particolare per Torino, che negli ultimi anni ha registrato un progressivo incremento della propria vitalità e reputazione anche grazie alle risorse canalizzate verso la cultura e i consumi culturali.

A partire da tali premesse, è opportuno distinguere tra gli interventi di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale da un lato, e la promozione e il sostegno delle attività di rilevante interesse culturale dall’altro, sia pure in una prospettiva di stretta integrazione tra le due sfere di attività.

La politica della Compagnia si fonderà su due presupposti: da una parte, la qualità del bene culturale oggetto dell’intervento, ma anche la sua collocazione all’interno di un sistema coerente di valorizzazione culturale territoriale; dall’altra, quale condizione per una efficace pianificazione degli interventi, la disponibilità di un adeguato quadro di conoscenze storico-artistiche intorno al bene e al suo contesto, conoscenza il cui sviluppo potrà esso stesso essere oggetto di sostegno da parte della Compagnia.
Fermo restando il principio che la cultura costituisce un importante fattore della convivenza civile, oltre che un motore di sviluppo economico, e tenuto conto che la diminuzione dei finanziamenti pubblici fa crescere la quantità delle richieste rivolte alle fondazioni, ma non necessariamente il loro livello qualitativo, si dovrà operare selezionando iniziative non dispersive e puntare anche in questo caso sull’efficienza, mediante sistemi di cooperazione e integrazione delle azioni, quando non dei soggetti. Obiettivo non secondario è scongiurare il rischio della scomparsa di attività di rilievo culturale, vanificando nel contempo le risorse finora investite. Se gli strumenti attualmente adottati - bandi, progetti di rete, singole erogazioni - si confermano come mezzi utili per la selezione delle attività da sostenere, si impone tuttavia l’adozione di criteri più accentuatamente selettivi, guidati da una valutazione non solo della qualità, fattibilità ed efficacia degli interventi, ma anche – come già accade – dell’affidabilità amministrativa e dell’efficienza dei richiedenti.