L’esperienza del Bando del Programma Neuroscienze della Compagnia di San Paolo.
La grande rilevanza che le Neuroscienze hanno avuto negli ultimi anni e l’impatto sociale che le malattie neurologiche hanno sulla popolazione, hanno indotto la Compagnia di San Paolo a promuovere un programma pluriennale con l’obiettivo di sostenere, in Italia, la ricerca di base, traslata e applicata.
In particolare, sono state individuate tre aree tematiche: “Il cervello e la mente”, “Il cervello malato”, “Il cervello e il tempo”.
All’interno di tale Programma, la Compagnia, nell’aprile del 2008, ha istituito un Bando nazionale sulle Neuroscienze, con una dotazione finanziaria di oltre 12 milioni di euro. Si tratta di uno dei maggiori bandi a livello europeo da parte di una fondazione, le cui priorità tematiche sono state: il sostegno a giovani ricercatori; la trans-disciplinarità; il carattere traslazionale della ricerca; gli aspetti innovativi e tecnologici degli approcci sperimentali; la sostenibilità nel tempo.
Il bando prevedeva la presentazione di progetti di ricerca di base e clinica, da parte di Istituti di ricerca pubblici o privati, di natura non profit, e di Enti ospedalieri. Le proposte, redatte in lingua inglese, potevano essere presentate da singoli centri (unicentrici) o da consorzi di più gruppi di ricerca (multicentrici) con carattere multidisciplinare.
Il totale di finanziamenti richiesto per le 424 domande pervenute è stato di oltre 129 milioni di euro, a fronte del quale il fondo disponibile (circa 12 milioni di euro) rappresentava il 9,3%.
L’esame delle proposte è stato affidato a un Comitato Tecnico di Valutazione (CTV) composto da esperti nazionali e stranieri. In particolare, il CTV ha esaminato la qualità scientifica e la congruità economica dei progetti: la prima ha costituito il criterio-guida; a parità di valutazione scientifica, i progetti sono stati ordinati in base alla valutazione economica. Ogni progetto è stato valutato da due componenti del CTV e ogni giudizio finale è stato espresso in seduta plenaria.
I criteri più rilevanti nella valutazione dei progetti sono stati: completezza, qualità e chiarezza del progetto (con particolare riferimento agli obiettivi, alla metodologia, all’individuazione di strumenti di monitoraggio e alla definizione dello sviluppo temporale); qualificazione scientifica dei proponenti; originalità e innovatività dei contenuti; fattibilità del progetto; trasferibilità e riproducibilità dei risultati attesi; congruità della richiesta economica.
Al termine della valutazione, sono stati selezionati 85 progetti, di cui 55 unicentrici e 30 multicentrici.
Dal punto di vista geografico, i finanziamenti per i progetti unicentrici hanno interessato per l’11% il Piemonte, il 19% la Liguria, il 16% la Campania, il 9% la Lombardia, l’11% la Toscana, il 6% il Veneto, il 12% il Lazio, il 5% Il Friuli Venezia Giulia, il 3% rispettivamente l’Umbria e la Puglia, il 2% rispettivamente il Trentino e la Sardegna, l’1% l’Abruzzo. Per i progetti multicentrici la suddivisione è stata la seguente: il 58% al Piemonte, l’11% all’Emilia Romagna, il 9% alla Lombardia, l’8% alla Liguria, il 4% rispettivamente alla Campania e al Lazio, il 3% al Veneto, il 2% alla Toscana e l’1% al Friuli Venezia Giulia.
A un anno e mezzo dall’avvio dei progetti, si è proceduto a una valutazione intermedia dell’andamento delle ricerche. Ai responsabili dei gruppi è stata inviata una griglia di valutazione su alcuni parametri, fra cui la coerenza con gli obiettivi iniziali, andamento scientifico della ricerca ed eventuali risultati, pubblicazioni e convegni, assegni di ricerca e/o borse attivate, ecc, percentuale di spese sostenute.
I rapporti intermedi sono stati valutati dai referee e i risultati sono stati confrontati e confermati in un giudizio congiunto dal CTV in sessione plenaria. Ai responsabili dei progetti è stato comunicato il risultato della valutazione intermedia, con le eventuali osservazioni da parte del CTV.
Articoli correlati:
STAMPA
STAMPA