A Villa 5 la casa è Atypica: obiettivi solidarietà e crescita sociale
La Cooperativa Atypica di Collegno (Torino) ha realizzato il progetto “Housing Sociale a Villa 5”, con lo scopo principale di fornire opportunità abitative, di integrazione sociale e di sviluppo di autonomia, in un contesto protetto, a famiglie in temporanea difficoltà.
La palazzina indicata con il numero cinque fa parte di una serie di sobri edifici di fine Ottocento, armonicamente inseriti nel parco di Collegno, alle porte di Torino. Le altre costruzioni sono oggi adibite a uffici pubblici, ma un tempo erano padiglioni dell’ospedale psichiatrico, il famoso manicomio, come era chiamato allora.
Il progetto “Villa 5” si sostiene in gran parte con i proventi del “bed & breakfast” che è sempre affollato di turisti e di molti lavoratori “trasfertisti” e ha sviluppato una parte della sua operatività grazie a un contributo del Programma Housing della Compagnia di San Paolo. Le persone in difficoltà invece pagano una quota molto bassa o la integrano in parte con il loro lavoro.
Uno di questi è Stefano, 28 anni, perito informatico, un bel ragazzo che sorride poco. “Non c’è da stare allegri, non riesco a vedere prospettive per il futuro. Vedo solo disoccupazione e tanta concorrenza.” Per lui, che ha perso il lavoro da qualche mese dopo anni di impiego, si sono aperte le porte di Villa 5, dove presta servizio civile volontario e si prodiga in mille lavoretti, informatici, elettrici e vari, per tutta la comunità. “Adesso ho un posto dove stare e so di essere utile. Questo posto così tranquillo e nel verde rende un po’ più sereni”.
Anche Simona è serena qui: è separata e da sei mesi vive in un monolocale piccolo ma bene attrezzato, con la sua bambina di tre anni: “È come stare in famiglia: conosco tutti perché dal 2005 lavoro come educatrice alle Microtane, l’asilo della Cooperativa dove presto andrà anche mia figlia, proprio qui a Villa 5. È straordinario con quanta rapidità io sia riuscita ad avere questo appartamento e così adesso abbino casa e lavoro. Trovo piacevole il contesto, con il parco molto vissuto e abitato, sereno e pieno di bambini. È bello stare in mezzo agli altri. Se penso alle situazioni che si trovano fuori, mi ritengo fortunata...”
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