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 Gestione del Patrimonio

Le linee strategiche della gestione del patrimonio



La Compagnia di San Paolo adotta un modello di gestione del patrimonio tipicamente istituzionale, avvalendosi di una struttura interna e di consulenti esterni per l’espletamento delle mansioni di investimento. L’attività della gestione finanziaria è ispirata a principi che si sono formati coniugando la tradizione dell’istituzione con il contributo internazionale ed indipendente degli advisor per trarre il massimo beneficio dal profilo di lungo termine della fondazione, che è la chiave per il successo in tema di investimenti, coerente con la storia stessa della Compagnia.

 

In particolare essi si adattano alle peculiarità dell’istituzione, coniugando quindi gli obiettivi di rendimento degli investimenti con le attese riguardo le esigenze di erogazioni future e mirando a proteggere queste ultime, con appositi accorgimenti prudenziali, dall’inevitabile volatilità dei risultati annuali derivanti dall’andamento dei mercati finanziari.

 

Nel complesso, il patrimonio della Compagnia di San Paolo si caratterizza per un alto tasso di liquidità e assenza di debito, fattori di solidità che possono rappresentare un vantaggio competitivo per l’investitore in un contesto di mercato ancora afflitto da eccesso di indebitamento degli operatori e sempre maggiore esigenza di liquidità.

 

 

I valori del 2009

A fine 2009 il valore di mercato complessivo del patrimonio ammontava a 6,9 miliardi di Euro, con un’incidenza sul totale di: 53% in azioni Intesa Sanpaolo, 21% in obbligazionario, 10% in monetario, 7% in azionario, 3% in altre partecipazioni e 2% in private equity.
A questi si aggiungeva una componente di 0,3% rappresentata da crediti di imposta.

Nel 2009 tutti gli investimenti della Compagnia di San Paolo hanno realizzato un rendimento positivo: nel complesso il patrimonio ha conseguito un rendimento del 16% a fronte di una volatilità superiore al 20%. Intesa Sanpaolo, i fondi azionari e quelli absolute return hanno contribuito con rendimenti a doppia cifra; il monetario, l’obbligazionario e le partecipazioni non strategiche hanno riportato incrementi più ridotti.

 

In particolare la partecipazione della Compagnia di San Paolo in Intesa Sanpaolo ha generato un ritorno del 27% pur essendo il 2009 un anno di transizione per la Banca, che, al fine di rafforzare la propria dotazione patrimoniale, ha evitato la distribuzione di dividendo agli azionisti ordinari. Il portafoglio gestito, nel suo complesso, ha concluso l’anno con un rendimento dell’8,9%, valore ponderato dei rendimenti molto positivi dei comparti azionario e absolute return e di quelli più moderati dei comparti obbligazionario e monetario.
 


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