Per il territorio, dopo la crisi
Non siamo ancora in grado di fare il punto sulla crisi finanziaria ed economica che il sistema mondiale sta attraversando: per il semplice motivo che purtroppo non l’abbiamo ancora superata e che, come è stato autorevolmente osservato, ancora ci muoviamo in “terra incognita”.
La crisi ci mette nella condizione di ripensare il sistema delle nostre responsabilità verso lo sviluppo territoriale. È una responsabilità che la nostra legge istitutiva ci assegna e di cui noi tutti siamo ben consapevoli, come dimostrano gli statuti e l’operato delle fondazioni di origine bancaria in un lasso di tempo che ormai supera i tre lustri. Per di più, la legge, a ben vedere, non inventa dal nulla il senso delle fondazioni, ma raccoglie, stilizza e, per così dire, reinventa innovativamente, un istituto legato alla storia economica e sociale per un periodo di lunga e lunghissima durata e a quell’insieme di territori – l’Italia moderna – che si accinge a celebrare il cento cinquantenario della sua unificazione politica.
Le fondazioni hanno già espresso un ruolo fondamentale nella storia finanziaria dell’Italia degli ultimi anni, consentendo la riorganizzazione nella stabilità di un sistema bancario che necessitava di rapida modernizzazione ma che, proprio per questo, avrebbe potuto essere esposto, a rischi non irrilevanti. E non è a dire che in questo modo la nostra...